Benvenuti su Ariaviziata, ovvero: come smettere di preoccuparsi e iniziare a spargere dubbi (costruttivi)

C’è chi apre un blog per fare carriera, chi per sfogarsi, chi per ammazzare il tempo, chi per dire la sua su ciò che accade nel mondo anche se nessuno gliel’ha chiesto. Io no. Io lo faccio per tutti questi motivi messi insieme, più un altro che non ho ancora identificato ma so che c’è (e prima o poi si farà vivo).

Ariaviziata è un nome che non ho scelto senza troppa logica: un po’ come il nome di certi cocktail nei bar di provincia o certe rubriche culturali che nessuno legge ma tutti fingono di conoscere. È un nome che odora di sprezzatura, eccesso, comfort mentale. È una persona? Un alter ego? Un dispositivo narrativo? Forse sì. Forse no. Forse entrambe le cose. Qui dentro troverete: commenti semiseri su fatti serissimi, analisi troppo profonde per essere dette a voce piccoli racconti dal mondo reale, il tentativo costante di non diventare cinico, senza per questo risultare ingenuo.

In questo luogo non si promette alcuna verità, ma neanche menzogne confezionate. Non offre certezze, ma domande con un certo stile, almeno questo si propone. E forse, se va bene, qualche sorriso storto tra una crisi climatica e un titolo di giornale sbagliato. Siete i benvenuti. Anche se non siete d’accordo. Anzi: soprattutto se non siete d’accordo.

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